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Fattura, scontrino e ricevuta nel commercio elettronico

pubblicato 23 mar 2016, 15:11 da Emanuele Galtieri   [ aggiornato in data 23 mar 2016, 15:12 ]
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Le operazioni di commercio elettronico possono essere classificate come "dirette" o "indirette". Nel primo caso la transazione ha ad oggetto un bene o servizio immateriale e si conclude interamente online. Nel secondo caso, alla transazione commerciale per via telematica, segue il trasferimento di un bene materiale secondo canali tradizionali.

Dal punto di vista della disciplina IVA, le operazioni di commercio elettronico indiretto con consumatori privati sono assimilate alle vendite per corrispondenza, e pertanto non sono soggette all'obbligo di emissione della fattura se non su espressa richiesta del cliente, da formularsi non oltre il momento di effettuazione dell'operazione (art.22 D.P.R. 633/72). Per espressa previsione dell'art.2 lett.oo del D.P.R. 696/96, non è previsto nemmeno un obbligo di emissione di scontrino o ricevuta fiscale. Permane l'obbligo di annotazione sul registro dei corrispettivi del totale delle operazioni giornaliere.

Con il D.Lgs. 42/2015, in recepimento delle disposizioni comunitarie della Direttiva 2008/8/CE, è stato introdotto al citato art.22 D.P.R. 633/72 il numero 6-ter che ha esteso la non obbligatorietà dell'emissione della fattura anche "per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici resi a committenti che agiscono al di fuori dell'esercizio d'impresa, arte o professione". Con Decreto del 27 ottobre 2015, l'esonero dall'obbligo di emissione di scontrino o ricevuta fiscale è esteso anche alle operazioni di commercio elettronico diretto.

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